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Nelle sale con «Il tuo ex non muore mai», la star americana ci parla di omosessualità e maschilismo cinematografico: «A 12 anni ho capito di essere omosessuale mentre guardavo "X-Files". Le donne nel cinema? Vedo ancora troppi pregiudizi»

«Sono semplicemente una ragazza di 34 anni, attrice di professione, comica per natura, lesbica». Il profilo che Kate McKinnon traccia di sé ha un tratto sottile, leggero. Pensare che qualcuno, nelle ultime settimane, l’ha definita una delle 30 donne gay più famose e potenti d’America: «Io non credo di esserlo», ci rivela ridendo l’attrice statunitense, che dall’8 agosto sarà nei cinema italiani con «Il tuo ex non muore mai», una spy comedy tutta al femminile con protagoniste lei e Mila Kunis. «Di sicuro però ho sempre saputo di essere gay, me ne sono resa conto a 12 anni quando ho avuto una reazione fisiologica di fronte a Scully, l’agente di X-Files interpretato da Gillian Anderson».

Una presa di coscienza che non ha lasciato cicatrici: «Ho fatto coming out con mia mamma, che mi ha soltanto detto che le bastava vedermi felice. Grazie a lei non ho avuto grossi traumi e per questo non lo ritengo un argomento particolare». Membro del cast di Saturday Night Live dal 2012, Kate ha vinto anche due Emmy consecutivi (2016 e 2017) come migliore attrice non protagonista in una serie commedia: negli Usa le sue imitazioni sono diventate virali, su tutte quella della democratica Hillary Clinton: «Per me lei è un modello di donna da seguire. Io poi adoro imitare i politici immaginando la loro vita privata, in contrasto con la loro immagine di leadership».

Dietro ci sono ore di lavoro riguardando video su YouTube, anche se Kate ha un rapporto particolare con internet: «Non ho un profilo Instagram, non uso Spotify, non so come si mette un like a una foto e faccio lo smile con una linea verticale e una parentesi. Penso di essere un po’ indietro con i tempi», se la ride ancora la McKinnon. «Ho buttato un occhio su Instagram e mi è sembrato un ammasso di immagini di caffè e raggi di sole, non so cosa ci sia oltre». Una critica velata, simile a quella che fa attraverso le sue interpretazioni: «Penso che la commedia modelli la visione che la gente ha di certi personaggi pubblici, ma non ha il potere di cambiare le convinzioni politiche».

Ad ogni modo, quando c’è da dire una cosa Kate non si tira indietro: «E’ scioccante che ancora oggi ci si stupisca che le donne siano divertenti e riescano a far vendere un film. Se ci riescono qualcuno pensa che sia stato soltanto un colpo di fortuna. Per gli attori uomini non è così, spero che questi pregiudizi spariscano in fretta». Sul set del suo ultimo film, oltre a Mila Kunis,ha ritrovato proprio Gillian Anderson, oltre al sex symbol Justin Theroux: «Durante le riprese a Budapest, lui andava a correre ogni mattina lungo il fiume senza maglietta. Io e Mila dalla finestra gli urlavamo sconcezze di ogni genere, allora tutti lo guardavano e lui diventava rosso».

[da Vanity Fair]